Tag Archives: traduttori

Intervista a Daniele Petruccioli

17 Gen

Quanto costa un traduttore?

http://senzaudio.it/quanto-costa-un-traduttore-di-daniele-petruccioli/

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Incontri sulla traduzione al BookCity Milano

20 Nov

BCM2013In occasione di BookCity Milano, vi segnalo anche il Translation Slam, proposto da AITI – Associazione Italiana Traduttori e Interpreti, che vedrà sfidarsi sul campo Annamaria Raffo e Roberta Scarabelli, traduttrici socie di AITI, in un vero e proprio “incontro di traduzione” di un brano inedito di Jamie Ford, autore di Il gusto proibito dello zenzero (Garzanti 2010, trad. di Laura Noulian) e della novità Come un fiore ribelle (Garzanti 2013, trad. di Alba Mantovani).  L’autore sarà presente al festival #BCM13 insieme ad Alba Mantovani, la traduttrice del suo ultimo romanzo, uscito poche settimane fa edito da Garzanti. Le due traduzioni verranno messe a confronto dalla moderatrice-traduttrice Marina Beretta, che solleciterà le due sfidanti a chiarire le loro scelte lessicali, sintattiche e stilistiche. Sarà compito dell’autore e del pubblico proclamare infine la “vincitrice”.
Con questa iniziativa, AITI si propone di avvicinare il pubblico al mestiere del traduttore, per promuoverne il ruolo editoriale e culturale e svelare in modo diretto alcune tecniche di resa efficace, ricreando un vero e proprio laboratorio di traduzione.

L’evento si terrà domenica 24 novembre 2013, alle ore 14:00 presso la Sala del Grechetto, Biblioteca Sormani, in via Francesco Sforza 7, a Milano.

E non perdetevi nemmeno le due lezioni aperte di traduttologia a cura di Bruno Osimo e il ciclo di incontri Il traduttore racconta organizzati da Dori Agrosì, di NdT!

Tutti gli eventi di BookCity Milano sono gratuiti e a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Per maggiori info visitate la pagina dedicata all’evento sul sito del festival #BCM13 o consultate il programma ufficiale.

 
Protagonisti:
 
Marina Beretta scrive e traduce (da inglese e francese) da circa venticinque anni, soprattutto nei settori arte, turismo e saggistica varia. Esperta di editing e impaginazione, si occupa di formazione ed è socia AITI sezione Lombardia dal 1987 e STradE (Sindacato Traduttori Editoriali) dal 2012. Fa parte del team http://www.aquanetwork.eu, con il quale ha condiviso alcuni lavori, tra cui di recente Antifragile, di Nassim Taleb (Il Saggiatore) e Corporate governance: quando le regole falliscono (IBL Libri).
Alba Mantovani, traduttrice e redattrice, tiene il laboratorio di traduzione editoriale nell’ambito del Master in Editoria cartacea e digitale dell’Università Cattolica di Milano. Fra le sue traduzioni: La catacomba molussica di Günther Anders (Lupetti), alcuni volumi della saga Wild Cards di George R.R. Martin (Mondadori), Il linguaggio segreto dei fiori di V. Diffenbaugh, La luce sugli oceani di M.L. Stedman e Come un fiore ribelle, l’ultimo romanzo di Jamie Ford (Garzanti).
Annamaria Raffo, traduttrice e interprete di trattativa, è socia AITI dal 1981. Si dedica alla traduzione letteraria dal 1989. Ha dato la parola a numerosi autori di thriller tra cui Ken Follett, P.D. James, Patrick McGrath, Elmore Leonard, Frederick Forsyth, Clive Cussler, Steve Martini e James Patterson e ha fatto conoscere al pubblico italiano Sophie Kinsella, autrice della serie I love Shopping. Ha collaborato alla traduzione a più mani degli ultimi due romanzi di Dan Brown. È socia AITI sezione Liguria.
Roberta Scarabelli, per dieci anni caporedattrice della casa editrice Vallardi I.G., dal 2000 collabora come traduttrice e redattrice con le redazioni di fiction straniera di Mondadori, Garzanti, Longanesi, Piemme. Ha tradotto letteratura per ragazzi e romanzi tra cui, a più mani, Il simbolo perduto e Inferno di Dan Brown e Mondo senza fine, La caduta dei giganti e L’inverno del mondo di Ken Follett, dei quali ha curato anche la prima revisione. È socia AITI come traduttrice editoriale e iscritta a STradE.
AITI è un’associazione senza scopo di lucro di traduttori e interpreti professionisti. È la prima associazione italiana del settore non solo per l’anno di fondazione (1950), ma anche per il numero di iscritti (circa novecento a marzo 2013). Svolge la propria attività a livello internazionale, nazionale e regionale ed è presente ai principali tavoli istituzionali.

Ma quanto mi costi?!

23 Set

Il tema delle tariffe per un traduttore è un tema alquanto delicato… C’è chi preferisce non parlarne.

Durante la Giornata del Traduttore che si è tenuta sabato 14 settembre nella splendida cornice di Pisa, città a cui sono particolarmente legata sia per motivi affettivi che di studio, Chiara Marmugi, traduttrice italiana di letteratura per ragazzi, ci ha svelato il tabù e ha riproposto la questione-tariffe durante il suo seminario intitolato “Il traduttore editoriale: un autore sempre più visibile”.

Dopo una serie di conteggi e riflessioni è risultato che per poter vivere dignitosamente di questo mestiere (presupponendo chiaramente una costante mole di lavoro durante tutto l’anno e stimando un numero di 6 cartelle tradotte al giorno) è necessario ricevere e richiedere idealmente almeno 14 euro netti a cartella (per le traduzioni letterarie si intende una cartella da 2000 battute) che equivalgono a circa 15,75 € lordi. Dal ricavo totale dobbiamo sempre ricordarci di togliere le spese di produzione che comporta questo tipo di lavoro (quali pc, stampante, software, bollette, affitti), l’importo dedicato alle ferie e indennità varie non previste per un lavoratore autonomo, per non contare i momenti di inattività che possono incorrere durante l’anno, soprattutto per chi non è già affermato nel campo.

D’altro canto per i traduttori in erba il problema è sempre quello di accumulare esperienza che possa essere dimostrabile. Come faccio a rifiutare le commissioni che mi vengono proposte da potenziali clienti? Come faccio a fare esperienza se rifiuto molte delle proposte che mi pervengono? Ci sono certe agenzie che non ti considerano nemmeno se non hai almeno due anni di esperienza nel settore. Se alziamo troppo le nostre tariffe rischiamo di perdere i clienti, e in certi casi rischiamo di peccare di presunzione.  La domanda quindi sorge spontanea: qual è il giusto equilibrio?

Quello che è importante è non svendersi. Applicare tariffe “da fame” non è la soluzione. Anche perché nonostante risultiamo più appetibili agli sciacalli che approfittano del nostro tempo e delle nostre competenze, sminuiamo il nostro lavoro. Un servizio a prezzo bassissimo rischia di perdere credibilità agli occhi di un committente “serio”. La traduzione è un lavoro e la professionalità, il rispetto dei tempi di consegna, le competenze che offriamo devono essere ricompensate.

Anche la campagna No peanuts! for translators ce lo insegna “If you’re NOT a monkey, stop working for peanuts!”.

Qualche giorno fa sul blog Adventures in Freelance Translation, Catherine Christaki ha proposto alcune strategie di tariffazione in quanto per molti traduttori è difficile stabilire una tariffa per il servizio che offrono, e la tendenza generale è quella di abbassare le proprie tariffe o per non sentirsi all’altezza del compito o con il preciso intento di accaparrarsi i clienti. Una tra queste è quella di fissare un importo minimo sotto il quale il traduttore non è disposto a lavorare e renderlo pubblico anche sul proprio sito.

Visto il momento di crisi economica che stiamo affrontando, rinunciare a un incarico è sempre difficile. Saper dire di no però a volte ci risparmia dallo sfruttamento ed evitiamo così di distruggere il mercato. Pur di lavorare si arriva ad accettare somme irrisorie per il lavoro che svolgiamo, un lavoro che svolto professionalmente presuppone notevoli costi sia in termini economici che di tempo e preparazione (anni di studio e di formazione continua).

Esiste anche un’ottima guida tradotta in italiano e messa a disposizione da AITI “pensata e scritta da una traduttrice e rivolta in particolare ai committenti che vogliono ottenere la massima efficacia dal lavoro del professionista a cui affidano il compito delicato di una corretta comunicazione. Alla formazione permanente del traduttore viene così affiancata la formazione del committente nell’intento di orientarlo verso scelte consapevoli, per distinguere tra traduzioni valide e meno valide, tra condizioni di lavoro ragionevoli e improponibili, tra l’utilità di collaborare con il professionista e i rischi del “fai da te”.

Nella guida si avverte il committente che mentre una tariffa elevata non garantisce necessariamente una traduzione di alta qualità, al di sotto di un determinato livello di prezzo è molto improbabile ricevere un testo che faccia onore all’azienda e ai suoi prodotti. “Non aspettatevi che un traduttore pagato poco più di una baby-sitter sia in grado di aiutare la vostra azienda a ottenere sul mercato internazionale l’attenzione che merita”.

Traduzione e panificazione

22 Nov

Credo di aver visto questo documentario per la prima volta alle “Giornate” di Urbino, nel 2009.

 

Non si tratta semplicemente di una raccolta di interviste fatte a importanti traduttori letterari, ma attraverso le loro testimonianze emergono alcuni aspetti della traduzione che sono tuttora oggetto di discussione. Misurandosi con il testo originale ogni traduttore racconta la sua esperienza impregnata di passione, fedeltà e rispetto verso quello stesso testo e la cultura di cui è portatore. Tra i traduttori intervistati compaiono Erri De Luca, traduttore ebraico antico – Fulvio Ferrari, traduttore lingue scandinave – Silvia Pareschi, traduttrice di Frenzen e De Lillo – Luca Scarlini, traduttore di testi teatrali – Nadia Fusini, traduttrice di Woolf e Keats – Donata Feroldi, traduttrice di Hugo e Duras – Elisabetta Bartuli, traduttrice di scrittori libanesi – Rita Desti, traduttrice di Saramago – Anna Nadotti, traduttrice di Byatt e Gosh – Paola Tomasinelli, traduttrice dallo spagnolo – Maurizia Balmelli, traduttrice dal francese – Enrico Ganni, traduttore dal tedesco. Durante tutto il documentario fa da sfondo la metafora della panificazione accompagnata dall’avvolgente melodia di Bach.

Non voglio dilungarmi più di tanto in descrizioni o interpretazioni perché credo che il documentario parli da sé.

Per chi fosse interessato a vedere l’intero documentario: parte 2 – parte 3 – parte 4 – parte 5

Buona visione!

Tradurre : Titolo
2007 : Anno di produzione
56 minuti : Durata
dv 25p pal : Formato di ripresa
Italiano : Lingua
Francese, Inglese : Sottotitoli
 Pier Paolo Giarolo : Autore
 Officina Outroad : Prodotto da
Pier Paolo Giarolo : Soggetto
Riccardo De Cal – Pier Paolo Giarolo : Fotografia
Alice Rohrwacher – Pier Paolo Giarolo : Montaggio
Roberto Francomano – Katharina Trabert : Suono
Lorenza Poletto, Francesco Bonsembiante : Direttore di produzione
 Marco Paolini, Michela Signori : Coordinamento artistico
J. S. Bach, L. Janácek : Musica
 Jolefilm : Distribuzione

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